L’intelligenza artificiale è una recente disciplina informatica che si occupa della realizzazione di tecnologie capaci di analizzare ed elaborare dati in modo così efficiente da apparire assimilabile al pensiero umano.
L’intelligenza artificiale dunque non replica quella umana, sarebbe impossibile, ma ne imita alcune funzioni, anche con risultati sorprendenti.
Ma come siamo giunti ad un simile livello di progresso tecnologico? Quali sono state le tappe che hanno portato all’invenzione degli attuali robot tuttofare?
La prima invenzione che diede il via alla storia dell’intelligenza artificiale fu una macchina inventata nel 1642 dal filosofo francese Blaise Pascal. Si trattava di un sistema a ingranaggi che faceva addizioni e sottrazioni: per l’epoca, un portento.
La macchina di Turing viene considerata l’antenato più diretto del computer odierno ma non si tratta di una vera macchina, bensì di un principio, che ha permesso di codificare, per la prima volta, il linguaggio digitale usato dai computer. Un calcolatore elettronico basato sulle intuizioni di Alan Turing venne usato, durante la Seconda Guerra Mondiale, per decodificare i messaggi segreti dell’esercito nazista. Anni dopo, nel 1950, Turing fece un test in cui era messa alla prova proprio l’Intelligenza Artificiale, ossia la possibilità di creare macchine intelligenti come uomini.
Nell’aprile del 2013 è nato iCub il primo robot bambino. È italiano ed è alto 104 cm. È capace di riconoscere e di esprimere le emozioni.
