Kepler è un satellite artificiale di nuova generazione costantemente puntato su 170 stelle che galleggiano sulla porzione di cielo vicino alla costellazione del cigno e della lira per tre anni e mezzo. La sua missione è quella di individuare pianeti simili alla terra, cioè compatibili con la vita, individuando nei pressi di una stella simile al sole un pianeta delle dimensioni simili a quelle della terra in un’orbita abitabile.
L’obiettivo degli scienziati del Kepler non è tanto quello di trovare forme di vita extraterrestre, ma scoprire altri pianeti abitabili, con stime e risultati dimostrabili, anche se potrebbero per esempio esserci solo oceani o forme di vita inferiori
Il progetto Terrestrial planet finder e il progetto europeo Darwin consisterebbero in una flotta di telescopi spaziali connessi in grado di distinguere la luce di un pianeta extrasolare da quella della stella in modo da stabilire la composizione dell’atmosfera del pianeta. Così alcuni gas, come l’ossigeno libero, sarebbero un segno quasi inequivocabile della presenza di vita.
Gli astrobiologi si basano sull’unico esempio di vita che hanno, quella della terra, una combinazione chimica di acqua e carbonio.
Un’alternativa all’acqua sarebbero metano ed etano allo stato liquido, come l’oceano trovato dalla sonda europea cassini su Titano, una delle lune di Saturno. Questi gas sono allo stato liquido a temperature bassissime, a partire dai -170 gradi, quindi la vita scorrerebbe molto lentamente, stando alla regola secondo cui le biomolecole reagiscono tra loro a una velocità che mediamente raddoppia ogni dieci gradi in più.
L’unico elemento alternativo al carbonio per gli scienziati è il silicio, con cui sono realizzati per esempio i chip dei computer. Il silicio mostra la stessa tendenza del carbonio ad unirsi in catene ed anelli, caratteristiche indispensabile per produrre i diversi componenti di un metabolismo.
