Che cos’è il ramadan?

Il Ramadan è il nome del mese di digiuno previsto dall’Islam per celebrare il momento in cui fu rivelato il coreano agli uomini, così da guidarli verso il sentiero di Allah. Esso non avviene in giorni ricorrenti (come  ad esempio il Natale cristiano, che cade sempre il 25 dicembre), ma cade il nono mese dell’anno del particolare calendario musulmano; a differenza del “nostro” calendario gregoriano però, esso è suddiviso in 354 o 355 giorni, 10 o 11 in meno rispetto all’anno solare, quindi ogni anno che passa, il mese di digiuno si sposta a “ritroso” di mese in mese e di stagione in stagione. Dipende dalla posizione della luna. L’Islam è una religione che dà molta importanza all’intenzione e alla volontà di compiere un’azione. La partecipazione al Ramadan deve dunque essere perpetrata con consapevolezza e massima serietà. Sostanzialmente, durante il Ramadan vige il digiuno, da intendersi non solo come l’astensione da cibo e bevande, ma anche dall’evitare atti che potrebbero turbare lo spirito e il corpo, come fumare o avere cattivi pensieri verso la comunità. È dunque un momento di alta spiritualità, in cui si sperimenta la privazione e la meditazione lontano dalle distrazioni terrene per avvicinarsi alla divinità. Per quanto riguarda il divieto di mangiare e bere, esso dura per tutto l’arco della giornata di Ramadan, fino al calar del sole; quando il sole tramonta, il digiuno viene rotto con un pasto frugale (la tradizione vorrebbe che si mangiasse qualche dattero e che si beva un bicchiere d’acqua, come faceva Maometto il Profeta dell’Islam).
Il Ramadan termina dopo 29 o 30 giorni con una festa chiamata “la piccola festa”, durante la quale, oltre ad un pasto rituale, si fanno offerte per i più poveri della comunità ma solo chi ha la possibilità cioè chi è ricco oppure chi è benestante.

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